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Notiziedaiparchiinformazioni e attualità
5/13/2008 CIFARELLI (PARCO MURGIA): SALVARE IL TORRENTE JESCE“Nei prossimi giorni convocherò una conferenza di servizi per capire le ragioni e le responsabilità dell'inquinamento del torrente Jesce e per stabilire gli interventi necessari per far tornare nella norma una situazione non più tollerabile”. E' quanto ha dichiarato Roberto Cifarelli, presidente del Parco della Murgia Materana, in riferimento all'evidente stato di degrado in cui versa l'affluente della Gravina di Matera, le cui schiume danno una pessima immagine del paesaggio patrimonio dell'Unesco. “E' percepibile agli occhi profani del visitatore delle nostre bellezze culturali lo stato di inquinamento in cui versa l'asta fluviale che nasce in territorio di Altamura, raccoglie alcune gravinelle, e termina la sua corsa nel cosiddetto “Jurio” tra Murgecchia e Murgia Timone in località Tre Ponti. La schiuma che si accentua ad ogni piccolo salto di quota desta un'impressione ed una preoccupazione che non possono lasciare indifferenti. Dopo le segnalazioni pervenute all'Ente ed i sopralluoghi effettuati direttamente dal personale di controllo del Parco, serve un incontro urgente con i due comuni interessati (Altamura e Matera), i responsabili ambiente delle due province (Bari e Matera), le due Aziende Regionali di Protezione per l'Ambiente (Puglia e Basilicata) e le autorità di vigilanza. La biodiversità del torrente è fortemente precaria da molti anni; non vorremo decretarne la scomparsa irreversibile. Nei mesi scorsi il Parco ha proposto l'attivazione di un “Life” insieme a diversi partners istituzionali, tra cui l'Università di Basilicata, per studiare un intervento di fitodepurazione a monte dell'ingresso dello Jesce nel Parco. Verificheremo la praticabilità e la sostenibilità anche economica dell'intervento per rispondere in modo adeguato ed immediato al problema”. MATERA, CONVEGNO INTERNAZIONALE SUL FALCO GRILLAIOIl 23 maggio 2008 si terrà a Matera presso la Mediateca Provinciale A. Ribecco, nel Palazzo dell’Annunziata, un convegno dedicato al falco grillaio. Il convegno rientra nell’ambito del Progetto LIFE Natura Rapaci lucani che la Provincia di Matera sta portando avanti dal 2005 con il cofinanziamento della Commissione Europea e che ha come obiettivo principale la conservazione del grillaio. Questo piccolo rapace diurno, che per gli abitanti di Matera e Montescaglioso e di altri paesi della Basilicata e della Puglia è una presenza abituale e talora poco valorizzata, è un prezioso ospite alla cui conservazione l’Unione Europea rivolge una attenzione particolare. La specie, infatti, ha subito negli ultimi decenni una drammatica diminuzione in tutta Europa, e oggi i grillai lucani e pugliesi, con circa 3.000 coppie, costituiscono il 25% della popolazione europea e la quasi totalità di quella italiana. Mentre in Europa le minacce principali per la specie sono legate alla perdita degli ambienti di caccia, aree aperte nelle quali il grillaio cattura gli insetti, o all’uso smodato di pesticidi che uccidono le sue prede, a Matera e a Montescaglioso il problema principale è rappresentato dalla ristrutturazione dei vecchi edifici che elimina le piccole cavità tra i coppi o nei muri, dove i grillai si insediano per nidificare. La perdita di siti riproduttivi fa scegliere ai grillai siti non idonei, nei quali i pulcini rischiano di essere predati o di cadere dai tetti, e, a lungo andare, questo potrebbe portare a un inevitabile calo della popolazione. Il convegno farà il punto sulla situazione della specie in Italia e in particolare a Matera e Montescaglioso e illustrerà gli interventi previsti dal progetto LIFE Natura Rapaci lucani per la protezione della specie. Tra questi figurano l’installazione di nidi artificiali su molti edifici di Matera e Montescaglioso, per offrire ai grillai un luogo idoneo in cui riprodursi, l’attività di allevamento/recupero/rilascio degli esemplari in difficoltà e l’attività didattica di sensibilizzazione svolta nelle scuole. Alcuni esperti spagnoli e francesi illustreranno le esperienze condotte nelle loro nazioni per aiutare il grillaio, dalla riproduzione in cattività alla protezione delle aree di nidificazione e alimentazione. “Questo convegno – sostiene l’assessore all’Ambiente della Provincia di Matera, Francesco Labriola – è un evento molto importante per la Basilicata, perché contribuirà a sensibilizzare la popolazione e tutte le istituzioni a compiere uno sforzo comune per la conservazione del grillaio e contribuirà a far conoscere la ricchezza naturalistica della Basilicata in tutta Europa.” Nell’ambito del convegno saranno premiati i cittadini e gli enti/istituzioni più meritevoli che hanno permesso l’installazione di nidi artificiali sui propri edifici, gli alunni delle scuole elementari vincitori del concorso “Anch’io aiuto il falco grillaio” e le classi delle scuole mede vincitrici del concorso “Conosciamo i rapaci”. Al convegno parteciperanno il presidente della Provincia di Matera, Carmine Nigro, l’assessore all’Ambiente della Regione Basilicata, Vincenzo Santochirico, il sindaco di Matera, Emilio Nicola Buccico, il sindaco di Motescaglioso, Maria Venezia, e il presidente del Parco della Murgia Materana, Roberto Cifarelli. WWF, AGRICOLTURA MULTIFUNZIONALE E BIODIVERSITA’Sala tutta esaurita e forte interesse per il workshop “Agricoltura multifunzionale e biodiversità” organizzato dal WWF Italia, Federparchi e Anagritur sabato 10 maggio nell’ambito di Mediterre, la fiera dei Parchi del Mediterraneo che con i suoi circa 20.000 visitatori ha confermato la vitalità del mondo dei parchi e la crescente consapevolezza del ruolo chiave che essi potranno e dovranno svolgere nei prossimi anni per la conservazione della biodiversità e l’attuazione di innovative politiche relative all’utilizzo sostenibile delle risorse ponendosi come attori di primo piano nella gestione delle politiche territoriali. Nel merito del convegno sulla multifunzionalità in agricoltura, gli interventi della Regione Puglia, degli enti parco dell’Alta Murgia e del Pollino e di imprenditori agricoli hanno confermato che investire nella ricettività e multifunzionalità in agricoltura è necessario per l’affermarsi di una strategia economica vincente e rispettosa delle risorse naturalistiche, sociali e culturali del territorio in particolar modo nei territori delle aree protette. IL WWF Italia promuove da diversi anni l’agricoltura eco-sostenibile ed il ruolo dell’imprenditore agricolo come custode della biodiversità e del paesaggio attraverso una multifunzionalità dell’azienda agricola caratterizzata dalla ricettività agrituristica, dalle attività didattiche, dai miglioramenti agro-ambientali, dai servizi ambientali. A tale scopo ha avviato nell’ambito del Programma di Conservazione Ecoregionale per il Mediterraneo un gruppo di lavoro con i principali soggetti del mondo agricolo e della conservazione della natura ed il progetto “Fattorie del Panda”, in collaborazione con Federparchi, Terranostra, Turismo Verde ed Agriturist, per la creazione di una rete di aziende agricole multifunzionali promotrici di uno sviluppo eco-sostenibile e della conservazione della biodiversità nelle aree protette. Gli intervenuti al workshop hanno mostrato disponibilità ad avviare un percorso condiviso con gli imprenditori, le associazioni di categoria agricole, le associazioni ambientaliste, gli enti pubblici e gli enti parco per aumentare la presenza sul territorio della Regine Puglia e del Parco nazionale del Pollino di aziende agricole multifunzionali ed eco-sostenibili. Il WWF Italia ha accolto con soddisfazione questa disponibilità e già nelle prossime settimane prenderà i primi contatti per concretizzare le idee e disponibilità emerse nel workshop. WWF Italia – Programma Conservazione Ref. David Belfiori 3346047701 ADOTTATO IL NUOVO STATUTO DEL PARCO NAZIONALE GRAN SASSO MONTI DELLA LAGACon decreto del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare dell'11 aprile 2008, pubblicato con comunicazione della G.U. della Repubblica Italiana n. 110 del 12 maggio 2008, e' stato adottato lo statuto dell'ente Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, di cui alla deliberazione del commissario straordinario n. 13 del 13 giugno 2007. 5/11/2008 QUALE POLITICA FORESTALE PER IL PARCO NAZIONALE ALTA MURGIA?Si terrà a Bari il 16 maggio 2008 (ore 9,30) il convegno "quale politica forestale per il parco nazionale Alta Murgia? giornata di studio sulla rinaturalizzazione di boschi e rimboschimenti della Murgia e sul recupero del poaesaggio agro forestale. Il convegno si terrà presso la facoltà di Agraria dell'Università degli Studi di Bari e vedrà la relazione introduttiva sulla gestione forestale del parco del direttore "facente funzione" del parco Alta Murgia, Dott Fabio Modesti con interventi di esperti e ricercatori ed una sessione di discussione conclusiva con gli "stakeholders" del parco (associazioni ambientaliste, imprenditori agro forestali ed amministratori locali). CENTRALE ENEL DEL MERCURE, ORA DECIDE LA REGIONE BASILICATAL'Enel ha presentato alla Regione Basilicata il Progetto di riattivazione della Centrale a biomasse del Mercure (40 MW). Dopo la Calabria anche la Regione Basilicata si accingerebbe dunque a rilasciare la Valutazione di Incidenza richiesta che - secondo fonti locali - è la garanzia necessaria per poter rimettere in esercizio l'impianto. Il progetto dovrebbe ora seguire l'iter previsto dalle normative regionali in materia di Valutazioni d'Incidenza. La centrale del Mercure aveva ricevuto nel 2007 dalla Regione Calabria parere favorevole con prescrizione di "impiego di biomasse ricadenti in area SIC ZPS - Valle del fiume Lao Pollino Orsomarso". Questa decisione aveva registrato la ferma opposizione delle amministrazioni locali di Rotonda e Viggianello e da numerose associazioni e comitati di cittadini locali.Secondo la OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) la Valutazione d’Incidenza rilasciata dalla Regione Calabria appare vistosamente carente e non supportata da studi e pareri obbligatori da parte di organismi nazionali e comunitari con gravi rischi per la salute e la biodiversità forestale del parco nazionale del Pollino, minata dal grande prelievo di legname necessario per il funzionamento a regime di un impianto che è non solo sovradimensionato dal punto di vista energetico ma distruttivo per l'ambiente, l'ecosistema territoriale ed idrogeolologico del bacino del Mercure Lao e per l'economia locale che ipotesi di riperimetrazione tutt'ora al vaglio del Ministero dell'Ambiente vorrebbero stralciare dall'area protetta per consentire l'eliminazione dei "cosiddetti" vincoli ambientali che riguardano anche il territorio di Laino Borgo, ove ricade la centrale. 5/9/2008 ASSOTURISMO, IL VALORE AGGIUNTO DEL PARCO DELLA VAL D'AGRIAssoturismo Basilicata ritiene che il Parco sia fondamentale per lo sviluppo turistico della Val d’Agri. Il valore aggiunto di un parco in termini di sviluppo e di economia - riferisce Rosa Pafundi, responsabile Assoturismo Basilicata - è molto più elevato di quanto possano incidere i cacciatori, segmento numericamente non rilevante, con poca propensione al consumo, dediti ad un turismo mordi e fuggi che non lascia nessuna economia sul territorio. Pensare che perdere il segmento della caccia a causa del Parco sia un danno economico - ribadisce Pafundi - è semplice ignoranza. PUBBLICATO IL DECRETO DI RIPERIMETRAZIONE DEL PARCO NAZIONALE DOLOMITI BELLUNESICon Decreto del Presidente della Repubblica 9 Gennaio 2008, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 108 del 9 maggio 2008, è stata approvata la nuova perimetrazione del parco nazionale Dolomiti Bellunesi. La perimetrazione di cui al comma 1 sostituisce integralmente la precedente perimetrazione di cui all'art. 1 del decreto del Presidente della Repubblica 12 luglio 1993, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 184 del 7 agosto 1993, nelle more della revisione del Piano del Parco . BIODIVERSITA': BONN SI PREPARA A SUMMIT 19-30 MAGGIO(ANSA) - ROMA - Da 19 al 30 maggio 2008, a Bonn, si svolgera' la Nona riunione della Conferenza degli Stati firmatari della Convenzione sulla diversita' biologica (CBD), adottata durante la Conferenza sull'ambiente e lo sviluppo delle Nazioni Unite a Rio de Janeiro nel 1992. In questa occasione i partecipanti valuteranno i progressi realizzati verso l' obiettivo fissato dal Vertice Mondiale di Johannesburg di ridurre significativamente il tasso di perdita della biodiversita' a livello globale, regionale e nazionale entro il 2010'' (target 2010). Il vertice ha dato a suo tempo una definizione di diversita' biologica come la variabilita' tra organismi viventi di qualsiasi tipo compresi, tra gli altri, quelli terrestri, marini e di altri ecosistemi acquatici e i complessi ecologici dei quali questi sono parte; includendo la diversita' all'interno delle specie, tra le specie e degli ecosistemi. La Convenzione copre l'intero settore della conservazione e dell'uso sostenibile della biodiversita' con riferimento agli habitat e gli ecosistemi, le specie e le popolazioni, e la diversita' genetica. Particolare attenzione e' riservata alla protezione delle foreste, degli ecosistemi marini, delle zone aride e sub-umide e delle acque interne. Le Parti della Convenzione sulla diversita' biologica (CDB), firmata da 190 parti (inclusi i 27 Stati membri dell'Unione europea e la Comunita' europea si sono impegnate a ridurre considerevolmente il tasso di perdita della biodiversita' entro il 2010 e ad instaurare una rete mondiale di zone protette terrestri (entro il 2010) e marine (entro il 2012). La Convenzione rappresenta anche la piu' importante piattaforma di discussione del sistema internazionale di scambio delle emissioni e degli accordi ambientali multilaterali nonche' un forte strumento per promuovere i diritti delle popolazioni indigene. Un altro obiettivo fondamentale della Convenzione e' quello di consentire un'equa ripartizione dei benefici derivanti dall'utilizzo delle risorse genetiche, compreso un giusto accesso alle risorse genetiche ed un appropriato trasferimento delle tecnologie necessarie. Dal 12 al 16 maggio, sempre a Bonn, si svolgera' inoltre la quarta riunione delle Parti del Protocollo di Cartagena sulla biosicurezza, un trattato della Convenzione sulla Biodiversita' che ha come obiettivo la protezione della biodiversita' dai rischi derivanti dal trasferimento, dalla manipolazione e dall'uso degli organismi geneticamente modificati ottenuti dalle moderne biotecnologie, tenuto conto anche dei rischi per la salute umana e con particolare attenzione ai movimenti transfrontalieri. L'Europarlamento ha adottato in proposito una risoluzione per chiedere all'UE di assumere la leadership mondiale nella protezione della biodiversita', in particolare nelle aree protette e nelle foreste, sollecita inoltre la moratoria sull' immissione nell'ambiente e sull'uso commerciale di alberi geneticamente modificati. Una mozione ha inoltre raccomandato il bando di tutte le tecnologie terminator, quelle tecniche applicate per regolare l'espressione genica delle piante dall' esterno: regolano la fertilita' delle piante in modo tale che la facolta' di germinazione dei semi possa essere attivata o inattivata. L'Ue dovrebbe inoltre svolgere un ruolo di primo piano nei negoziati per l'adozione di un regime internazionale, equo, giusto e giuridicamente vincolante, di accesso e di ripartizione dei benefici delle risorse genetiche. E a farsi interprete dell'esigenza di cercare un accordo sui principi comuni e i criteri per una buona gestione delle foreste, e ad operare a favore di una gestione integrata della biodiversita' marina. (ANSA). NEL SALERNITANO NUOVA SPECIE ORCHIDEA SELVATICA(ANSA) - SASSANO, 9 MAG - Scoperta nella Valle delle orchidee selvatiche di Sassano, nel Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano, in provincia di Salerno, una nuova specie di orchidea. Si tratta di un ibrido 'X Orchis Mascula L. x Orchis Lactea L.', battezzata Orchis Bucolica. La presentazione della nuova specie di orchidea, avvera' nell'ambito del convegno nazionale 'Giros' in svolgimento in questi giorni a Sassano, in provincia di Salerno. Nel corso dei lavori, che rappresentano un appuntamento di rilevante valore scientifico, gli oltre cento partecipanti (docenti, botanici, fitoterapisti ed appassionati della natura), provenienti da tutt'Italia e da diversi Paesi Europei, hanno sottoscritto la 'Carta Rossa della Valle delle Orchidee di Sassano', documento scientifico finalizzato a sancire e a sottolineare la grande importanza e la singolarita' naturalistica del territorio interessato alla fioritura delle orchidee selvatiche. Con la neo censita Orchis Bucolica salgono, dunque, a 185 le varieta' di orchidee selvatiche sassanesi a fronte delle 254 specie presenti nell'area protetta cilentana e delle 319 segnalate in Europa e nel Bacino del Mediterraneo. Intanto continuano a Sassano le iniziative della decima edizione della 'Valle delle Orchidee in festa' che si concludera' domenica prossima con visite guidate, spettacoli di aquiloni, escursioni di trekking a cavallo nella singolare Valle dell'area protetta cilentana. (ANSA). ORSA MORTA IN ZONA PROTEZIONE ESTERNA PARCO ABRUZZO(ANSA) - L'AQUILA - Un esemplare femmina di orso marsicano e' stato trovato morto nelle vicinanze di Lecce dei Marsi (L'Aquila), nella zona di protezione esterna del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise (Pnalm). Sul posto, informa una nota della Forestale, si stanno recando i Forestali del Coordinamento territoriale per l'ambiente del Parco, per indagare sulle cause del decesso, al momento ancora ignote, e raccogliere ogni elemento utile alla ricostruzione dei fatti. (ANSA). AIAB SU PARCO NAZIONALE VAL D'AGRI“Strano apprendere che vi siano ancora timori per l’istituzione del parco della Val d’Agri e che lo stesso secondo alcuni potrebbe frenare lo sviluppo dell’agricoltura della zona quando a nostro avviso, semmai, il vero freno allo sviluppo è da ricercare in altre cause e non certo nell’istituzione di un’area protetta di rilevanza nazionale". Ad affermarlo è stato Terenzio Bove, presidente dell’Associazione italiana Agricoltura biologica di Basilicata (Aiab). “L’istituzione di un parco d’importanza nazionale – continua Bove- è un processo democratico e partecipativo che richiede diversi anni ed è strutturato a tappe segnando inevitabilmente l'inizio di una nuova evoluzione dell'ecosistema e delle caratteristiche socio-economiche legate al territorio interessato. Pertanto nella logica della concertazione con chi sul territorio ci vive, ci lavora, produce ed eleva l’immagine complessiva del territorio stesso mi sembra d’obbligo che nell’immediato ci sia un confronto costruttivo per analizzare i limiti e le prospettive e mettere in atto strategie che consentano al parco di nascere sotto i migliori auspici. Vorrei ricordare – continua Bove - che tra le attività produttive, l'agricoltura, ed in particolare quella condotta con metodo biologico, ha oggi un ruolo di primaria importanza nella conservazione dell'ambiente, delle risorse naturali e per il mantenimento della biodiversità di cui è così ricca l'Italia. Nelle aree collocate in zone di montagna e/o svantaggiate, a nostro avviso, l'attività agricola, condotta con metodi biologici, rappresenta un elemento indispensabile per mantenere vivo il tessuto sociale, economico e storico-culturale delle stesse comunità umane insediate. Quindi bisogna attivarsi urgentemente affinché tutte le aziende interessate adottino il biologico come metodo di produzione aziendale che consentirebbe alle stesse aziende di recuperare l’immagine di “agricoltura di qualità” e genuina che ultimamente si va perdendo grazie anche a trasmissioni televisive che di certo non agevolano l’agricoltura lucana. Se le aziende si devono adattare a nuove forme di governance territoriale allora che siano direttamente coinvolte nella gestione del parco e siano affidate a loro le realizzazioni di alcune azioni". Secondo l’Aiab, piuttosto, “si deve fare presto nel redigere i piani di sviluppo territoriali sviluppandolo con il metodo della concertazione con le parti sociali ed in particolare con le associazioni agricole; nella predisposizione dei criteri e dei regolamenti di gestione siano considerate attentamente le attività agricole presenti, per garantirne il mantenimento ed il sostegno mediante indennità compensative e agevolazioni per gli investimenti, evitando ogni ulteriore appesantimento burocratico e normativo per le stesse; siano individuate le opportune condizioni affinché, nell'imposizione fiscale e relativamente alla previdenza, vengano previste agevolazioni a favore delle imprese agricole ubicate nel territorio delle aree protette; nel parco si costituiscano tavoli permanenti tra gli organi di gestione delle aree protette e le rappresentanze degli agricoltori per operare una informazione ed un confronto costanti in merito alle politiche di gestione delle stessa area protetta attivandosi per favorire la crescita dei servizi di tipo ambientale forniti dalle aziende agricole ed il mantenimento o l'introduzione di tecniche agricole rispettose dell'ambiente naturale anche attraverso il pieno utilizzo degli incentivi finanziari comunitari, nazionali, regionali e, compatibilmente con proprie risorse. Infine sembrerebbe un problema l’aumento spropositato della fauna selvatica (cinghiali soprattutto) che potrebbe essere risolto con le predisposte ed attivate incisive misure per limitare tali danni ricorrendo ad azioni di controllo e di contenimento numerico della fauna selvatica presente. A nostro avviso l’unica categoria danneggiata, se così si può dire, è quella che pratica lo sport della caccia”. 5/8/2008 PIANTA RARISSIMA SCOPERTA SUL MONTE SAN BARTOLO(ANSA) - PESARO, 8 MAG - Il ritrovamento, per gli esperti del settore, e' di quelli che capitano ogni cento o piu' anni. Non si tratta di un reperto archeologico, ma di una pianta fiorita, la 'Stachys arvensis L.', considerata rarissima dai naturalisti. E' stata scoperta durante un'escursione nel Parco naturale regionale del monte San Bartolo dai i ricercatori del Centro ricerche floristiche Marche ''Brilli Cattarini''. ''La Stachys arvensis - spiega Leonardo Gubellini, direttore del Centro - e' una pianta annuale con piccoli fiori bianchi o rosei, segnalata alla fine dell'800 nell'area del Miralfiore a Pesaro, dove, pero', non e' stata rinvenuta di recente. Il nuovo ritrovamento costituisce, ad oggi, l'unica stazione di 'Stachys arvensis' presente nel territorio regionale: un fatto di grande importanza, che aumenta la biodiversita' non solo nel Parco naturale del San Bartolo, ma in tutte le Marche''. La specie, che va ad aggiungersi alle 650 unita' gia' censite nell'area del San Bartolo, e' stata messa a dimora in un'aiuola dell'orto botanico del Centro floristico ''Brilli Cattarini'', in cui sono custodite anche altre piante e fiori rari della regione.(ANSA). OLA,I PETROLIERI, I CAPRICCI DEGLI AMMINISTRATORI E...LE GOGNE MEDIATICHELa OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) - Coordinamento apartitico territoriale di Associazioni, Comitati, Movimenti e Cittadini - denuncia una campagna di disinformazione messa in atto da alcune testate giornalistiche nazionali. La "gogna mediatica", questa volta, viene inflitta alla cittadinanza e agli amministratori del Comune di Calvello, piccolo centro dell'area del petrolio in Basilicata che - è bene precisare – tradizionalmente, non ha mai dimostrato di assurgere al ruolo barricadero di Municipio contrario all'oro nero. Per penna dell'illustre giornale di Confindustria - Il Sole24Ore – è stata ben orchestrata, ma si è presto svelata quella che senza tema di smentita può essere definita una vera e propria campagna di “black-out”.
L'area pic-nic (che pure va preservata) si è rilevata il tranello nel quale è caduta anche parte della stampa locale, soprattutto, quella radiotelevisiva del servizio pubblico. La vicenda assume connotati ridicoli, aprendo all'ipotesi strutturale che, il nodo del polverone sollevato dalla stampa, ricada nella presunta scadenza delle autorizzazioni necessarie alla realizzazione degli oleodotti. E' divenuto, infatti, impellente per le compagnie petrolifere accelerare i tempi della riconferma delle autorizzazioni in scadenza, prima di incorrere nei vincoli del Parco della Val d'Agri-Lagonegrese a seguito di possibili varianti sostanziali nei progetti originari dell'ENI. I problemi sarebbero, quindi, ben altri da quelli sollevati dal Sole24Ore e vanno imputati alla frenesia di "avere le carte giuste" da parte dei petrolieri che manco a farlo apposta, non parlano in prima persona, ma delegano in propria vece nientemeno che un funzionario pubblico - Franco Terlizzese, Direttore dell'Ufficio Nazionale Minerario per gli Idrocarburi e la Geotermia (Unmig) del Ministero dello Sviluppo Economico.
Il pericolo di irreversibili e significative implicazioni sulle falde acquifere potabili e sul sistema sorgentizio della Val d'Agri, nonché il tentativo di sventrare, ulteriormente, il neonato Parco Nazionale - nel quale sono già presenti 10 pozzi e circa 700 km di oleodotti - avrebbero allertato gli uffici del Ministero dell'Ambiente che avrebbero richiesto supplementi di istruttoria per il rilascio delle autorizzazioni di rito. E mentre la stessa stampa annunciava l'incontro di giovedì del Presidente della Giunta Regionale, Vito De Filippo - a Roma – trapelava la notizia che con Determinazione Dirigenziale del Dipartimento Ambiente, Territorio, Politiche della Sostenibilità, Ufficio Foreste e Tutela del Territorio del 9 aprile 2008, n. 414 (BUR Basilicata n. 17 del 1/5/2008) è stata "prorogata" l'autorizzazione alla Ditta ENI S.P.A "ai sensi del R.D. 30.12.1923, n. 3267 per l'esecuzione dei lavori di posa dei tratti di rete di raccolta denominati Dorsale Cerro Falcone - Tratto Cerro Falcone I - Vertice 87 e Tratto Vertice I 45 - in agro dei Comuni di Calvello, Marsicovetere e Marsiconuovo - proroga autorizzazione D.D. n. 301/75D del 4.5.2004 e D.D. n. 627/75AD del 19.05.2006".
Ecco così svelato il motivo della campagna di disinformazione e le gogne mediatiche per mascherare gli effettivi impatti sull'ambiente ed i sistemi idrogeologici che metterebbero a repentaglio la biodiversità dell' area protetta nazionale. Altro che "capricci" degli amministratori locali!
O.L.A. - ORGANIZZAZIONE LUCANA AMBIENTALISTA
Coordinamento territoriale di associazioni, comitati, movimenti e cittadini 5/7/2008 SI E' INAUGURATA MEDITERRE(ANSA) - BARI - ''O siamo in grado di rimettere la tutela dell'ambiente, della qualita' della vita al centro delle politiche di sviluppo, oppure la nostra partita non comincera' neanche perche' saremo gia' morti. Abbiamo bisogno di reagire''. Ne e' convinto il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, che oggi, ha inaugurato nel quartiere della Fiera del Levante la quinta edizione di Mediterre, la Fiera del parchi del Mediterraneo organizzata dall'assessorato all'Ecologia della Regione Puglia e dalla Federazione Italiana dei parchi e delle Riserve naturali con il contributo del ministero dell'Ambiente. Alla cerimonia sono intervenuti il presidente di Federparchi, Matteo Fusilli, il ministro albanese per l'Integrazione europea, Majlinda Bregu, il ministro albanese dell'ambiente, Lefter Xhuveli, il vicepresidente Iunc, Carles Castell, dell'Europarc Federation, e il direttore generale del Servizio conservazione della natura del ministero dell'ambiente, Aldo Cosentino. Mediterre si concludera' l'11 maggio. Vi partecipano 19 Paesi del bacino del Mediterraneo, 11 parchi stranieri, nove ministeri; 50 gli eventi concentrati su una superficie di 10.000 metri quadrati. Sono in programma convegni, concerti, laboratori didattici e animazione nei parchi pugliesi. L'ingresso e' gratuito. Quest'anno il tema scelto e' 'Terra, acqua, fuoco', come fonti di vita, energia, sviluppo. Un patrimonio - ha sottolineato Fusilli che l'emergenza ambientale ''rischia seriamente di compromettere''. Il consolidamento dei rapporti, gia' ottimi con la Puglia e con l'Italia, e' stato auspicato dai due ministri albanesi. E proprio l'Albania e' l'ospite d'onore di questa edizione di Mediterre (una giornata speciale e' in programma per il giorno 10 maggio).(ANSA). VERSO LA RIPERIMETRAZIONE DEL PARCO DELL'ASPROMONTESi attende solo la firma del Presidente della Repubblica per la nuova perimetrazione del Parco Nazionale dell'Aspromonte che sta suscitando molte critiche da parte delle associazioni di protezione ambientale che nell'annunciare ricorsi, ddenciano forti discontinuità nella nuova perimetrazione tagliata su misura per gli interessi locali per selte di cementificazione e per fini venatori. Il 20 marzo scorso la Conferenza Unificata Stato Regioni aveva espresso parere favorevole ai nuovi confini che tagliano ben 10.523 ettari degli oltre 77 mila ettari del parco istituito nel 1994 (37 comuni e 6 Comunità Montane). Il presidente del parco, Leo Auteliano, in risposta alle critiche delle associazioni, evidenzia come le superfici escluse a seguito di un lungo processo partecipativo siano per lo più aree agricole con l'inclusione di aree di pregio paesaggistico nel comune di Mammola. PUBBLICATI DECRETI SUI SITI DI IMPORTANZA COMUNITARIACon Decreti 26 marzo 2008 pubblicati sulle Gazzette Ufficiali della Repubblica n. 103 del 3-5-2008 e n. 104 del 5-5-2008 , sono stati pubblicati i primi elenchi aggiornati dei siti di importanza comunitaria per la regione biogeografica alpina e continentale in Italia, ai sensi della direttiva 92/43/CEE. 5/3/2008 IL PARCO DELLA VAL D’AGRI E LE CROCIATE DELL’ ANTIPOLITICALa OLA, Organizzazione Lucana Ambientalista, Coordinamento apartitico di associazioni, comitati e cittadini interviene in merito alle strumentalizzazioni della politica che si sta aggregando intorno ad un diffuso dissenso, per la verità tardivo e strumentale, contro l’istituzione del parco nazionale Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese. Questa volta sono ii paladini della dea diana che, imbracciato il fucile da caccia ed indossata la divisa della politica, scendono in campo contro quelli che definiscono “ultraecologisti e perbenisti di sinistra” colpevoli di aver sostenuto l’istituzione del parco. Per l’esponente provinciale di Alleanza Nazionale, Bruno Fruguglietti non basta prendersela contro il parco e preferisce chiudere gli occhi per non vedere cosa accade in Val d’Agri non solo con le trivelle del petrolio e gli oleodotti ma anche dal punto di vista sociale. L’avvento del petrolio nella valle dell’Agri, lungi dall’aver portato ricchezza, ha infatti fatto riemergere un qualunquismo che sembra non risparmiare la politica. La Ola chiede alle forze politiche e sindacali ancora sane che non venga trasformato il dissenso contro il parco in terreno di “caccia alle streghe” per inaccettabili crociate contro chi è ritenuto colpevole di difendere la salute, l’ambiente e le risorse che in Val d’Agri purtroppo vengono barattate a favore degli interessi privati. FRUGUGLIETTI (AN): “RIPERIMETRARE PARCO VAL D’AGRI“Vista la costituzione del Parco della Val D’Agri Lagonegrese , bisognerà proporre con veemenza il problema politico/tecnico di una riperimetrazione, o meglio una previsione ove possibile, all’interno delle superfici del Parco, di aree deputate all’esercizio dell’attività venatoria”. Lo afferma, in un comunicato stampa, Bruno Fruguglietti Componente Esecutivo Provinciale di Potenza di Alleanza Nazionale. Per l’esponente di An “bisognerà dunque interpretare e farsi carico delle istanze , di una parte rispettabile della società, ( i cacciatori e gli industriali boschivi) troppe volte discriminata da un concetto e da una visione manichea dei loro bisogni , da parte dei perbenisti della sinistra ultraecologica”. 5/2/2008 POLLINO, CONSIGLIO ENTE PARCO APPROVA IL BILANCIO 2008Il Consiglio direttivo dell’Ente Parco Nazionale del Pollino, ha approvato il bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2008 e il progetto speciale per gli ex Lsu del versante Basilicata che prevede l’assunzione a tempo determinato di 35 unità al fine di garantire la mobilità a tutto il bacino di lavoratori. Lo rende noto l’Ufficio stampa dell’ente Parco. Pappaterra ha anche informato il Consiglio di avere inviato una lettera i presidenti delle Regioni Basilicata e Calabria, De Filippo e Loiero per chiedere loro di assumere la vertenza, sostenendo il Parco nella difficile opera di attuazione del progetto proposto e condiviso dalle Organizzazioni sindacali che prevede l’utilizzo di 141 ex LSU del Pollino in diverse attività lavorative, alcune delle quali legate all’imminente attuazione del Piano antincendio”. L’ammontare complessivo del Bilancio previsionale 2008 – che per essere operativo dovrà essere approvato definitivamente dai Ministeri competenti (Economia e Ambiente) – è di circa 17 milioni di euro. Le spese d’investimento previste sono di circa 10 milioni 600mila euro destinare perlopiù ad interventi di lavori pubblici, di prevenzione incendi (1 milione 500mila euro), di promozione socio-economica (1 milione 300mila euro circa), di tutela naturalistica. TOSCANA; ABBREVIARE AUTORIZZAZIONI EOLICO(ANSA) - FIRENZE, 23 APR - Abbreviare i tempi delle autorizzazioni per l'installazione di impianti eolici. E' quanto chiede una mozione approvata a maggioranza dal Consiglio regionale della Toscana e presentata dal capogruppo dei Verdi Mario Lupi. Illustrando il documento Lupi ha ricordato che ''in materia di energia rinnovabile il Consiglio Regionale non ha mai votato un regolamento sulla produzione di energia eolica. Considerando le richieste di autorizzazione presentate da molti enti locali del nostro territorio regionale che non hanno avuto risposta, la mozione impegna la Giunta regionale a svolgere il rilascio delle autorizzazioni attenuando i lunghi tempi burocratici''. Nel dibattito e' intervenuto anche l'assessore regionale all'energia Anna Rita Bramerini ricordando che ''nell'espressione del parere finale relativo alle autorizzazioni concorrono diversi soggetti, non tutti facenti capo alla Regione'', e che ''nell'aggiornamento del Piano di indirizzo territoriale (Pit) e' previsto un piano regionale dell'eolico''. ''L'obiettivo di qui al 2020 - ha aggiunto - e' di incrementare l'energia elettrica da eolico dagli attuali 27 a 300 megawatt''. (ANSA). 5/1/2008 NUOVA SEDE PER IL PARCO DEL VESUVIOIl Parco nazionale del Vesuvio ha aperto la sua nuova sede presso il Palazzo Mediceo di Ottaviano Lo ha fatto in una data significativa, il 22 aprile, giornata mondiale della Terra, Il Palazzo Mediceo in Ottaviano é uno dei beni confiscati ai sensi della legge 575/65 avendo fatto parte per anni del patrimonio di beni di uno dei capi della camorra napoletana. erminati i lavori di restauro e di adattamento alle nuove funzioni, il palazzo torna all’uso pubblico e diventa anche un simbolo estremamente significativo di come la legalità perduta possa essere recuperata e rilanciata.Questo è anche un segno importante del ruolo che le aree naturali protette – ha riferito il Prof Leone, Presidente del Parco del Vesuvio- possono svolgere, non solo della protezione della natura nelle sue specie animali, vegetali e inanimate, ma anche quello della tutela dell’identità, sicurezza e dignità delle popolazioni che in queste aree e nelle zone contigue vivono e operano PARCO CILENTO VALLO DI DIANO VERSO UNA NUOVA GESTIONEVoglio essere giudicato sul prodotto interno lordo del Cilento fra cinque anni, adesso è la metà del Trentino, questo il messaggio di Domenico De Masi, Presidente dell’Ente Parco, in chiusura della convention dei Presidenti e dei Sindaci dei comuni del parco tenutasi il 23 aprile scorso. Un messaggio forte lanciato agli amministratori locali, che numerosi si sono ritrovati all’Happy Village di Marina di Camerota, richiamandoli, inoltre, alle loro responsabilità sul governo del territorio, bisogna radicarsi nel territorio, solo così si conoscono i problemi della gente e si possono risolvere. Un esempio ci viene dalle ultime elezioni politiche in cui la Lega Lombarda che è fortemente radicata nel territorio ha trionfato. Nel corso del dibattito sono emersi spunti interessanti sul mancato sviluppo dell’area, primi fra tutti la carenza di infrastrutture, la disoccupazione e di conseguenza lo spopolamento delle aree interne. E ancora sullo sviluppo turistico della fascia costiera. Il rappresentante del comune di San Mauro Cilento ha posto il problema della carenza di reti fognarie e di depuratori, auspicando che tutti i comuni costieri ottengano insieme alla bandiera blu anche le cinque vele e la copertura della rete ADSL su tutto il territorio.Riguardo al turismo, il prof. De Masi ha sottolineato che è importante destagionalizzare, in Francia - con circa 380 mila camere in meno rispetto all’Italia - la saturazione è del 60%, in Italia è del 40%. Nel Sud, dove il miglior clima lascerebbe pensare che ci sia maggiore affluenza di turisti anche nelle stagioni non calde, la saturazione è del 26%, in pratica su 100 stanze, 74 sono vuote nel corso dei 365 giorni. La saturazione è un problema enorme. Il Presidente del Parco infine esorta i sindaci a riacquistare il senso estetico, è stato permesso di costruire case brutte che hanno deturpato l’ambiente. I paesi del Cilento sono tristi perché nulla si è fatto per il tempo libero. (fonte: http://www.cilentoediano.it/) PASTORI E PASTORI”: POSITIVO IL PRIMO INCONTRO IN SARDEGNAASSERGI – 30/04/08- Ha avuto buon esito, in Sardegna, l’iniziativa “Pastori e Pastori”, promossa dal Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e dal Bacino Imbrifero Montano di Taloro, con il sostegno di Slow Food Abruzzo e Sardegna. Si è trattato di un fruttuoso confronto di esperienze tra le nuove leve del pastoralismo abruzzese, rappresentato dai giovani del Consorzio del Pecorino di Farindola Eliseo Astolfi, Gabriele D’Agostino, Denni Linari e Raffaele Trignani, e del Consorzio del Canestrato di Castel del Monte, Alessandro Pelini e Graziano Petronio, e quelle della tradizione pastorale sarda, rappresentata dai giovani del consorzio dei Produttori Storici di Fiore Sardo Simone Cualbu, Roberto Logias, Silvio Vacca, Andrea Marchi, Alessandro Sedda, Francesco Bussu. Affratellati dalla stessa passione e dal forte senso di appartenenza ad una cultura purtroppo economicamente in declino, hanno riflettuto insieme le stesse problematiche di un settore in cui la mancanza di redditività spinge inesorabilmente sempre più aziende all’abbandono. Grazie all’iniziativa, e agli incontri organizzati a suo corollario, si è in primo luogo riusciti nell’intento di creare una piccola rete di produttori che sarà senz’altro utile nella riflessione delle problematiche delle aree interne montane. Il pastoralismo di tipo tradizionale, infatti, in Abruzzo come in Sardegna, si caratterizza per una certa tenuta tra le nuove generazioni, in controtendenza con quanto avviene nel resto d’Italia, assicurando non soltanto prodotti caseari di elevata qualità ma anche, in quanto attività umana stabile, una significativa resistenza socio-economica al progressivo impoverimento dei borghi montani. I pastori, inoltre, possono essere autentici presidi a difesa della naturalità dell’ambiente. Scaturisce da qui l’interesse del Parco a riflettere sul valore del pastoralismo tradizionale ed a promuovere in particolare la formazione dei giovani, nell’auspicio che l’allevamento di tipo pastorale continui a giocare un importante ruolo nello sviluppo dei territori interni. Questo l’ambito in cui si inserisce l’iniziativa “Pastori e Pastori” che, dopo l’incontro in Sardegna, a settembre si sposterà nell’area protetta per un secondo seminario tecnico. Le conclusioni degli incontri saranno presentate a Torino in occasione del Salone del Gusto e di Terra Madre 2008 (23 - 27 ottobre). 4/30/2008 GIP CATANZARO CONFERMA SEQUESTRO VILLAGGIO TURISTICO MARINAGRIProvvedimento emesso ad aprile nell'inchiesta 'Toghe lucane' (ANSA) - CATANZARO, 30 APR - Il gip di Catanzaro, Antonio Rizzuti, ha convalidato il sequestro del complesso turistico Marinagri di Policoro (Matera). Il provvedimento era stato emesso in via d'urgenza il 17 aprile dal pm De Magistris nell'ambito dell'inchiesta 'Toghe lucane' su un presunto comitato d'affari che avrebbe operato in Basilicata con la complicita' di politici, magistrati, professionisti e imprenditori. Il legale di Vincenzo e Marco Vitale, titolari di Marinagri ha gia' annunciato il ricorso
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